Il governo sembra aver accolto la proposta dell’(Enea): estendere ai grandi condomini l’ecobonus del 65% già in vigore per le riqualificazioni energetiche. Un intervento da inserire nella prossima legge di Stabilità.

Il mercato potenziale vale tra i 10 e i 12 miliardi.

Il nuovo meccanismo si applicherebbe agli interi edifici condominiali, in ottica di un efficientamento profondo con il beneficio esteso a tutte le unità del condominio. Il costo degli interventi verrebbe finanziato per il 90% da un fondo ad hoc, mentre il rimanente 10% resterebbe a carico dei proprietari. Il fondo recupererebbe in 10 anni il 65% dell’investimento attraverso il bonus Irpef e in parte sarebbe rimborsato con una quota minore a carico degli inquilini del palazzo, pagabile a rate su un orizzonte decennale. In una nota, Edoardo Zanchini, vicepresidente
nazionale di Legambiente, ha affermato: “La proposta del Ministro Delrio, di puntare sulla riqualificazione energetica degli edifici condominiali va nella giusta direzione per rilanciare l’economia”.

Secondo Legambiente, l’intervento nella Legge di stabilità dovrebbe perseguire tre obiettivi fondamentali, in grado di far superare le barriere oggi esistenti per questi interventi.

  • Dare certezza all’ecobonus per le riqualificazioni energetiche attraverso una proroga di almeno tre anni, indispensabile per permettere gli interventi anche dove occorre ottenere il consenso dei diversi condomini.
  • Revisione delle detrazioni fiscali previste dagli ecobonus, per premiare la riduzione dei consumi energetici
    da parte delle famiglie. Bisogna superare l’attuale divisione degli incentivi – al 50% la detrazione per interventi senza obblighi energetici e al 65% gli altri – per passare a un sistema trasparente e premiale legato al salto di classe energetica delle abitazioni, in modo da garantire davvero alle famiglie una riduzione dei consumi per il riscaldamento e delle bollette.
  • Semplificazione degli interventi di retrofit energetico degli edifici, per superare il paradosso per cui nel nostro
    Paese gli interventi per realizzare cappotti termici e schermature solari con obiettivi di riduzione energetica
    e miglioramento della qualità degli edifici sono difficilissimi da realizzare, quando invece, proprio in quegli edifici costruiti a partire dagli anni Cinquanta ciò sarebbe una vera necessità, oltre che una grande opportunità
    per riqualificare complessivamente il patrimonio abitativo delle città.

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